Foto di Rvongher / Wikimedia Commons

15.06.2021 – 08.46 – Successivamente al naufragio della Costa Concordia, avvenuto il 13 gennaio 2012, la rimozione del gigantesco relitto era stata aggiudicata dalla Micoperi Spa, la quale a sua volta aveva affidato parte dei lavori a due società triestine, rispettivamente la Quartika e Prgrz, attraverso un contratto di subappalto.

I lavori erano appena iniziati, quando, a giugno 2016, la Micoperi aveva deciso di risolvere il contratto, affermando che il frantumatore utilizzato fosse inadatto al genere di lavori di richiesto. Si trattava di un modello sperimentale, costruito a Fiume, utilizzato per sminuzzare e aspirare le macerie della Concordia. Le due società avevano optato per portare in tribunale Micoperi; non solo per la rescissione del contratto, del valore di 4,5 milioni di dollari, quanto per il mancato pagamento del lavoro finora svolto.

La causa civile era poi divenuta penale quando era stato scoperto come l’ingegnere incaricato della consulenza tecnica per il giudice a proposito del funzionamento del frantumatore avesse in realtà rapporti con la Micoperi.

Proprio alcuni giorni fa, come informa Il Resto del Carlino – Ravenna, l’ingegnere è stato condannato per “false attestazioni al giudice”; le due imprese triestine, a loro volta, intendono proseguire in appello prima di riaprire successivamente la causa civile.

[z.s.]