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Comitato residenti a Prabi di Arco: “Il Climbing Stadium si sposti altrove”

Quaranta firme, quaranta “No” secchi al deciso e approvato ampliamento del Climbing Stadium di Prabi destinato all’arrampicata sportiva. I residenti ribadiscono che quello stadio non va più bene, andrebbe spostato in un altro luogo, perché lì ormai gli insediamenti abitativi privati sono cresciuti e nel contesto di un istituto scolastico proprio non ci sta più. Si oppongono decisamente al progetto già finanziato e deciso dall’amministrazione comunale per oltre quattro milioni di euro scrivendo nero su bianco al Comitato Rock Master, al vicesindaco Roberto Zampiccoli e alla Federazione Arrampicata Sportiva Italiana (che a Prabi ha il centro d’allenamento nazionale) non per l’idea, bensì perché ormai lì, in quella zona, uno stadio per l’arrampicata non ha più motivo di esserci. Troppe incognite, troppi rischi legati alla scuola e ai residenti. E allora? Lo si sposti altrove, questa in estrema sintesi quanto i firmatari della missiva chiedono in coro, viste anche le “intemperanze” legate alla frequentazione da parte degli appassionati, rumori, schiamazzi, rifiuti, parcheggi “selvaggi” e quant’altro orami disturba il quieto e pacifico vivere in zona. E, fattore non trascurabile, sostengono sempre i firmatari, quando ci sono le gare si devono sopportare le emissioni dei generatori per il funzionamento delle varie piattaforme. Insomma, così non va più bene. Il progetto dell’ampliamento prevede un tetto che, inoltre, toglierebbe luce naturale alle case attorno, e allora perché non pensare di spostare il tutto, ad esempio, alla vecchia centrale più a nord di Prabi? Oppure nei pressi della piscina e del campeggio, magari chiedendo a chi la struttura la utilizza se non fosse meglio. O in altra zona più ampia come le Grazie. Insomma, dopo “l’affaire” della piscina ora l’amministrazione si trova a dover affrontare anche questa richiesta relativa ad una attività che attira migliaia di ospiti amanti dell’arrampicata sportiva inviata anche alla nostra redazione a firma di Barbara Aniballi la quale, a nome dei residenti in via Caproni Maini, sollecita lo spostamento del Climbing Stadium.


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