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“Cercate sempre la pace”: la partigiana Anna Granzotto ospite dell’alberghiero Beltrame di Vittorio

La 95enne ha incontrato gli studenti

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alberghiero beltrame

VITTORIO VENETO – “Tutto il male avevamo di fronte,tutto il bene avevamo nel cuore,a vent’anni la vita è oltre il ponte,oltre il fuoco comincia l’amore”. Queste parole di Italo Calvino ben si adattano all’incontro che è stato organizzato all’Ipssar Beltrame di Vittorio Veneto un incontro con la partigiana Anna Granzotto. Le motivazioni di questa presenza vanno oltre la pur preziosa testimonianza storica ma va considerata come una presa di posizione ferma da parte della nostra “comunità educante” nei tentativi revisionistici di qualcuno e del riemergere nella nostra società di episodi di razzismo e di odio che furono ingredienti principali di quelle dittature che Anna ed altri giovani come lei hanno contribuito ad abbattere. E’ stato un incontro che è spaziato tra la storia e l’attualità. Una persona dolce e con una grinta eccezionale a dispetto dei suoi 95 anni che con vivacità e passione ha saputo affascinare le studentesse e gli studenti che seguivano sia in presenza che da remoto.

Anna è stata accompagnata dalla Presidente del mandamento di Conegliano dell’ANPI sig.ra Loretta Bellussi che nel presentarla ha dialogato con gli studenti partendo da un testo di Calamandrei sul significato del 25 aprile e riflettendo sul significato della libertà e soprattutto sul suo valore.. Forte il monito fatto ai ragazzi: ”Sempre ricercate la pace”. La pace tra i popoli è un bene assoluto e in quel momento quando esortava a vivere in armonia gli uni con gli altri i suoi occhi sono diventati lucidi e la voce le si è spezzata.Ricordando i bombardamenti diceva di comprendere cosa possono provare oggi tutti i civili che ora vivono situazioni di guerra. Anna e le ragioni della scelta: il senso dell’orrore che si provava di fronte alle fucilazioni ed alle impiccagioni dei nazisti e dei loro complici fascisti,hanno portato Anna e la sua famiglia ad aiutare i Partigiani esponendosi in prima persona. Per un’Italia nuova, per la libertà di ognuna ed ognuno. Ci ha raccontato la condizione dei poveri contadini mezzadri, anni veramente tremendi :la fame,il pianto dei bambini perché non c’era da mangiare. Nonostante tutto la solidarietà tra gli ultimi non è mai mancata. Mentre i grandi proprietari terrieri si arricchivano, i poveri dividevano quel poco che avevano tra di loro. Il maggior rimpianto di Anna è stato quello di esser stata privata della possibilità di poter continuare a studiare nonostante la borsa di studio perché donna e mezzadra dei conti Collalto che avrebbero buttato la sua famiglia in mezzo ad una strada se avesse proseguito negli studi. Più volte ha invitato le ragazze ed i ragazzi a considerare come la scuola li possa rendere liberi e sull’importanza di studiare per il bene della nostra società.

Per Anna la sua resistenza è cominciata dopo il fatidico 8 settembre cercando di salvare i soldati che erano stati fatti prigionieri e che erano in transito per la stazione di Conegliano. Il ruolo di Anna era quello di fare da vedetta ed avvisare se i fascisti ricostruivano i ponti sul Piave per far passare i treni ed avvisare i Partigiani di farli saltare in aria di nuovo poi la distribuzione della stampa clandestina e gli ordini ai patrioti rischiando sempre in prima persona. Più di una notte hanno ospitato i partigiani e li hanno rifocillati ospitati e protetti . Per la sua famiglia era sentito come un dovere anche per evitare che fossero portati al castello di Conegliano e torturati. Le grida dei prigionieri si sentivano per tutta Conegliano ed il loro sangue è ancora visibile,per espressa volontà dei Partigiani,sulle pareti delle celle per ricordarci che la nostra libertà è costata tante lacrime e sangue. In finale, nelle due splendide ore che abbiamo passato con Anna alcune cose sono emerse con forza: il valore assoluto della libertà e della pace tra i popoli,poi la visione che hanno i partigiani del futuro ,sempre positiva e propositiva forse per il male assoluto che hanno visto, ma più di tutto è soprattutto l’amore che hanno per i giovani,nei quali forse si rivedono perché sono rimasti per sempre quei “piccoli maestri” ai quali dobbiamo la nostra libertà. OT

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