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C’è la prima nave Ong che fugge dall’Italia: “Qua il nuovo Governo blocca gli sbarchi. Andiamocene”

La posizione assunta dal Governo italiano sul fronte immigrazione inizia a dare i primi risultati positivi. L’ong spagnola Salvamento Marítimo Humanitario ha annunciato il rinvio di una missione di traghettamento di clandestini tra l’Italia e la Libia. Si tratta della nave Ong Aita Mari. È stato ritenuto necessario ricorrere a questa decisione a causa delle “incertezze che ci sono in Italia sulle misure che potrebbe prendere il nuovo Governo”, restando dunque in attesa di “conoscere meglio” cosa potrebbe accadere.

L’Autorità marittima avrebbe chiesto che la sua attività nel Mediterraneo venga momentaneamente sospesa. Una richiesta “straordinaria” da parte del Capitanato Marittimo di Castellón. Alla base della scelta figura anche una serie di timori su eventuali misure disciplinari italiane poiché potrebbero avere ripercussioni molto negative sulle certificazioni di sicurezza del settore navale spagnolo in generale. Come si legge sul sito eitb.eus, ad esempio il fermo della nave potrebbe avere “un effetto devastante per il settore marittimo spagnolo” perché perderebbe la sua attuale categoria in termini di sicurezza (ora ha quella bianca) che garantisce la massima sicurezza alla flotta. Lo ha riportato il Giornale.

Alla luce di “un possibile arresto dell’Aita Mari in Italia”, la nave di soccorso e aiuto umanitario potrebbe rimanere nelle acque spagnole fino alla fine dell’anno. Per Salvamento Marítimo Humanitario si tratta di una situazione “surreale”. “L’Italia vieta lo sbarco completo delle persone a bordo di Humanity 1 e Geo Barents e chiede che le navi tornino a lasciare il porto. Far tornare indietro le persone che cercano protezione è un crimine. Nel frattempo Rise Above e Ocean Viking continuano ad aspettare in mare. Siamo solidali con tutti loro!”, ha scritto l’Ong.

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