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Carenza di acqua, Riva del Garda e Arco affrontano l’emergenza

Se i temporali di questi giorni hanno fatto abbassare lievemente le temperature, la pioggia non è bastata a rimpinguare gli acquedotti comunali.

Ad Arco sono comunque stati sospesi i rifornimenti al serbatoio di San Giacomo che garantisce acqua alle località di Bolognano e Gazzi. Ben 170 mila litri d’acqua potabile, infatti, sono stati immessi grazie ai Vigili del Fuoco di Arco con le autobotti.

Di sicuro serviranno piogge più abbondanti per ripristinare il sistema idrico devastato dalla siccità che questo 2022. Se sarà necessario, ma questo sarà deciso eventualmente da un vertice in Comune, si procederà con nuove immissioni.

Anche Riva del Garda non sta meglio: con l’inverno asciutto, già a marzo le riserve nei serbatoi erano ridotte di un terzo della capienza, col proseguire della stagione poi, l’approvvigionamento di acqua si è fatto più critico in particolar modo nelle due frazioni di Pregasina e Campi.

Una situazione mai vista, ha dichiarato Alto Garda Servizi, eccezionale e dalle prospettive non certo ideali, anzi. L’acqua che arriva dalle sorgenti che alimentano i serbatoi idrici è calata del 40%, ma lo spauracchio del razionamento è in ogni caso abbastanza lontano. La portata a Campi da 1,2 litri/secondo si è ridotta del 50%, per Riva da 63 l/s. siamo a 43 l/s. Insomma, si vive “giorno per giorno” col serbatoio che alimenta la rete idrica di Riva in località Roncaglie, il più grande del Comune rifornito dalla sorgente dell’Ert e da quella Galleria che portano 30 l/s. ciascuna. Riva viene poi alimentata da altre sorgenti, nove in totale e, qualora fosse necessario, anche da falde che per mezzo di tre pozzi pescano in profondità a circa 40 metri l’acqua.

Evitare gli sprechi e ridurre i consumi da parte di ciascun utilizzatore è il metodo migliore per affrontare questo delicato momento.

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