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Bersani ad Asti parla di lavoro, diritti civili e crisi ucraina (e cita Vasco Rossi)

“Quella a sostegno di Paolo Crivelli è una coalizione ampia, sociale e di sinistra. Bisogna ripartire dal sociale, da una sinistra che guarda ai ceti popolari“. Dopo l’arrivo di Enrico Letta, è toccato oggi a Pierluigi Bersani dare il proprio supporto alla campagna elettorale di Uniti si Può,  in sostegno alla candidatura di Paolo Crivelli.

L’esponente di Articolo 1, già segretario del Partito Democratico, ha parlato per oltre un’ora ai propri sostenitori, affiancato da Marco Castaldo, candidato di Uniti si Può che aveva invitato Bersani nella nostra città. Era presente anche Federico Fornaro, capogruppo di Leu alla camera dei deputati.

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Galleria fotograficaPierluigi Bersani ad Asti

Parità salariale, lavoro e diritti

Bersani ha toccato molti temi durante il suo lungo intervento, spaziando dalla politica estera al rinnovamento energetico. Particolarmente importanti è stato il problema del lavoro: “I diritti civili, penso innanzitutto al DDL Zan e al fine vita – ha detto – devono andare di pari passo con quelli sociali. Dobbiamo mettere in atto serie riforme sulla parità salariale, sulla rappresentanza sindacale e sui contratti di lavoro: non è possibile che i CCNL si siano moltiplicati nel giro di un decennio fino ad arrivare a più di 900, un escamotage per ridurre garanzie ai lavoratori e trattamenti salariali. Dobbiamo fare di tutto per combattere la precarietà”.

La coalizione di Crivelli: i sogni nascono da soli

Alla domanda su quale metafora, figura retorica in cui Bersani primeggia per sagacia e ironia, utilizzerebbe per descrivere l’ampia coalizione a sostegno di Paolo Crivelli, Bersani ha commentato citando Vasco Rossi.Le coalizioni sono come i fiori, come i sogni nascono da sole. Noto che in questa fase politica c’è tanta voglia di trovarsi, di creare un grande fronte progressista per fronteggiare l’avanzata delle destre. Servirebbe un facilitatore di sintesi a livello nazionale, qualcuno che lavorasse con generosità per costruire un campo largo come quello che è qui oggi in appoggio a Paolo Crivelli. Se dovessi utilizzare un simbolo, sarebbe il pugno chiuso che era in auge il secolo scorso. Non è un gesto di violenza, ma di unità con intenzioni”.

Transazione energetica e delega fiscale

Interrogato sul futuro dell’ex Way Assauto, che dovrebbe diventare una cittadella dedicata alla transizione energetica, Bersani ha parlato del futuro del settore in Italia: “Dobbiamo mettere in campo le condizioni affinché i grandi complessi industriali si possano attrezzare all’elettrico: il settore dell’automotive in Italia conta 250mila addetti ed è uno dei settori trainanti italiani. Si parla di conversione alle energie pulite ma dobbiamo investire ancora molto, per esempio sulle tecnologie che ci permettano di accumulare l’energia. Su questi temi il capitalismo deve darsi una mossa e guardare al futuro”. Sulla delega fiscale, recentemente licenziata dal CdM, Bersani spiega come serva una generalità fiscale: “Le aliquote fiscali devono avere la stessa proporzione per tutti, indipendentemente da come viene prodotto il reddito. Serve più equità in questo paese”.

La crisi in Ucraina: “In un mondo con l’atomica non si può vincere, solo pareggiare”

Bersani si è poi concentrato sulla situazione internazionale.” Qualcuno pensa di vincere con la Russia: con l’atomica vincere è un ossimoro. Non possiamo lasciare che i poveri del pianeta, che rappresentano il 60% della popolazione, si identifichino con Russia e Cina”. 

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