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Altro che rave party, in Brasile con Lula torna l’Occupation Party – Antonello Marzano

Non c’è molta differenza tra il dispregio per le norme che difendono la proprietà privata che viene squadernato in questi giorni da tutta la sinistra in Italia – con la (falsa) motivazione di una presunta difesa della libertà che verrebbe messa a rischio dal governo “fascista” di Meloni – e quello che da decenni si manifesta in Brasile con una sistematica “politica delle invasioni” di fondi rustici ed immobili urbani, totalmente fuorilegge ed anticostituzionale.

I “bracci armati” di Lula

Una pratica posta in essere, con la solita motivazione delle insopportabili disuguaglianze sociali, da parte del Partido dos Trabalhadores attraverso i suoi “bracci armati”, MST (Movimento dei senza terra) e MTST (Movimento dei lavoratori senza tetto).

L’aggravante, nel caso del Brasile, è che questi movimenti, che rappresentano le principali cinghie di trasmissione della sinistra radicale con il Paese e che vengono definiti dallo stesso Lula “il nostro esercito dei movimenti sociali”, sono composti essenzialmente non da soggetti realmente bisognosi, ma da veri e propri militanti mercenari della sinistra, specializzati nella violenza e nelle aggressioni, non solo alle proprietà agricole private ma molte volte anche contro la persona dei loro proprietari.

Si tratta di veri e propri banditi della politica, a partire dai loro rispettivi capi (Joao Pedro Stedile per il MST, e Guilherme Boulos per il MTST), che operano e si organizzano a chiamata dei partiti di riferimento e di Lula. Si dicono “sem-terra” e “sem-teto”, senza-terra e senza-tetto, ma certamente non sono “sem-partido” (senza partito).

Guilherme Boulos

Boulos è un quarantenne, professore, laurea in filosofia, psicanalista, attivista politico e naturalmente anche scrittore. Profilo perfetto per essere membro di un partito di estrema sinistra, il PSOL (Partito del socialismo e della libertà, un ossimoro).

Il quale – ricordo personalmente – durante i Social Forum no-global di Porto Alegre, ai primi anni del millennio, nei campus della PUC, organizzava sobrie manifestazioni antiamericane, anti-israeliane e anticapitaliste che culminavano con il rogo dei fantocci di Bush e Sharon, poi delle bandiere di Usa e Israele.

Roghi accompagnati da applausi a scena aperta anche di molti rappresentanti della sinistra italiana (fra i quali Miná, Casarini, Agnoletto, e ricordo il regista Citto Maselli che si beava avvolto in una grande bandiera rossa).

Specialista in occupazioni urbane

Boulos organizza e tiene le fila di varie organizzazioni fuorilegge di occupazione abusiva di immobili urbani, terreni ed edifici, ma anche di enormi shopping centers, soprattutto nella città di Sao Paulo.

Gli edifici occupati, spesso molto grandi, vengono utilizzati per insediarvi famiglie e cittadini che non hanno un tetto, e che sono tenuti a pagare all’organizzazione canoni mensili (del tutto illegali, ovviamente) pari a 250-300 Real mensili.

Il MTST è il braccio urbano del MST e controlla la lista dei beneficiari dei programmi abitazionali con il ricatto e l’estorsione, e con la connivenza del Comune di San Paolo. Anni fa un grande edificio di 24 piani del centro di Sao Paulo, occupato da un movimento collegato al MTST, è stato distrutto da un incendio.

Joao Pedro Stedile

Stedile, quasi settantenne leader storico del MST, è una figura assai rilevante e centrale della sinistra brasiliana, operante da molti anni.

Discendente di contadini italiani di Trento, economista laureato nella PUC (la Pontificia Università Cattolica di Porto Alegre), fucina principale del cattocomunismo terzomondista e, come detto, sede dei grandi raduni no-global di inizio millennio, ha operato da sempre nel campo del sociale e della riforma agraria a fianco della “Commissione Pastorale della terra”, sempre nello Stato del Rio Grande do Sul.

Le invasioni di terreni

Una quarantina di anni fa, fonda il MST. A disposizione di Lula e del PT, comanda un esercito che ha invaso al di fuori di qualunque legge centinaia e centinaia di fondi e di fazendas agricolas nella pressoché totale assenza di difesa della proprietà privata da parte dello Stato.

Dagli anni ’90 sono state centinaia le invasioni, che sono naturalmente cresciute di numero durante gli anni dei governi di Lula e Dilma Roussef.

Il grafico che pubblichiamo è la rilevazione ufficiale dell’INCRA (Instituto Nacional de Colonização e Reforma Agrária), organo del governo federale, la cui missione è l’esecuzione della riforma agraria e la realizzazione dell’ordinamento fondiario nazionale.

Come si vede, la pratica delle invasioni si è moltiplicata sotto i governi di sinistra, che le autorizzano esplicitamente – per non dire “le commissionano” – senza peraltro avere la raffinatezza di creare una base giuridica in base alla quale l’invasione di proprietà privata sia considerata lecita.

Si ricorre all’ipocrita menzogna di giustificare le invasioni per i fondi “non coltivati o abbandonati”, mentre è documentato come ciò non sia vero e come vengano invasi fondi direttamente coltivati dai loro legittimi proprietari.

Il diagramma mostra plasticamente come è bastato che al governo andasse un liberale come Jair Bolsonaro per vedere ridursi drasticamente, fino quasi ad azzerarsi, il numero delle invasioni. Dalle centinaia di invasioni per anno registrate con i governi socialdemocratici di Fernando Henrique Cardoso e poi comunisti di Lula e Dilma, si è passati ad appena 5 nel 2019, con l’ingresso di Bolsonaro al governo.

L’amico di Bergoglio

Non c’è da stupirsi quindi che, già a settembre, Joao Pedro Stedile, amico e spesso in visita da Bergoglio in Vaticano, abbia annunciato in un podcast urbi et orbi “il ritorno alle mobilitazioni di massa del MST nel caso Lula venisse ri-eletto alla presidenza”.

L’Occupation Party

Torna al governo, da gennaio, il partito di Lula, di Stedile e quello di riferimento di Boulos, che non per niente viene indicato da molti come il probabile successore di Lula alla guida della sinistra brasiliana. Torna al governo l’“Occupation Party”, il partito delle libere invasioni della proprietà privata in spregio alla Costituzione brasiliana e allo stato di diritto.

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