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AIDO Rovereto-Alto Garda, inaugurata la nuova sede: “In trentino si studi il cuore artificiale”

“Il Trentino in questo settore si è dimostrato molto generoso tanto da vantare numeri record a livello nazionale nella decisione di donare gli organi. Ma possiamo fare ancora molto di più portando avanti questo messaggio fondamentale e non lascare questa scelta ai familiari” ha affermato l’assessore provinciale alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana partecipando a Rovereto all’incontro promosso dall’Aido Gruppo Vallagarina Alto Garda (Associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule) sorto nel 2002.

La giornata si è sviluppata in due fasi con un convegno sul tema “Ridai vita alla vita” in memoria del dottor Alessandro Ricchi e quindi con l’inaugurazione della nuova sede in via Mazzini 42 a Rovereto (alla presenza dei fratelli Alberto e Jolanda sostenitori con l’altro fratello Stefano di Aido Vallagarina) intitolata proprio al cardiochirurgo che ha dedicato la sua vita al trapianto di organi ed è morto nel 2004 in un incidente aereo mentre trasportava a Cagliari, nell’ospedale in cui lavorava, un cuore che avrebbe voluto ancora una volta trapiantare.

All’indirizzo di saluto del presidente Caneppele, che ha ricordato la lunga attività e l’incessante impegno della sezione lagarina forte di oltre duemila iscritti, sono seguiti i saluti di numerose autorità.

L’Aido, nata nel 1973, ha l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della scelta di adesione alla donazione e del prelievo degli organi, scelta che può essere effettuata nel proprio Comune di residenza in occasione del rinnovo della carta d’identità, compilando il modulo di adesione reperibile nelle varie sedi di Aido o sul sito www.aido.it oppure negli uffici dell’Azienda sanitaria.

Toccanti e significative le esperienze vissute in diretta persona e raccontate dalla dottoressa Pilati per spiegare le difficoltà che si trovano ad affrontare i parenti di pazienti morti potenziali donatori di organi che non avevano fatto la loro scelta in vita: “Il tasso di anticipata volontà di donazione dei trentini è al 33%, ben oltre la media nazionale del 25%, un tasso elevato che ci auguriamo possa essere incrementato con una scelta consapevole per sé pensando ai propri cari e a chi aspetta da tempo un nuovo organo”.

Nel 2020 sono stati effettuati in Trentino 5 trapianti fegato, 28 trapianti di rene di cui 7 da vivente, 3 trapianti di cuore per un totale di 36 trapianti.

Il professor Gerosa ha evidenziato la difficoltà complicata dalla burocrazia riguardante il trapianto di organi perché “i donatori diventano più vecchi e di conseguenza sono più malandati rispetto ai giovani. Per quanto riguarda il cuore artificiale totale, si sono riscontrate difficoltà ed è stata sospesa la produzione” ha affermato il professor Gerosa che, in conclusione del suo intervento, ha lanciato una proposta all’assessore: “Il Trentino, con le sue competenze scientifiche a partire da “Cibio”, può diventare il leader e capofila per sviluppare il primo cuore artificiale totale italiano”.


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