47 CIRCUS: LA MERAVIGLIA DEL MARE AFFACCIATA SULLA ROMA ANTICA!

Le brezze marine arrivano finalmente ad accogliere gli ospiti sulla magnifica terrazza del ristorante dell’Hotel Fortyseven e il resident chef Antonio Gentile presenta il nuovo menu, reso sensazionale da sapori freschi e identitari, e caratterizzato da profumi agrumati e da suggestioni e colori partenopei.

A valorizzare la sua cucina, evocativa quanto contemporanea, la carta dei vini altresì premiata dal Gambero Rosso come “Miglior proposta al bicchiere 2021”, oltre alla frizzante e sofisticata linea di mixology ideata dalla giovanissima barlady Beatrice Oliviero: i cocktail a base Gin sono la specialità della casa, distillato di cui attualmente si contano più di 50 etichette!

47 Circus Roof Garden

Via Luigi Petroselli 47 – 00186 Roma

Tel. 3480162378

Orario: aperitivo e cena sempre aperto,

pranzo solo venerdì/sabato/domenica

47 Circus Roof Garden è un luogo a cielo aperto di emozionante bellezza e fascino, straordinariamente immerso tra gioielli architettonici di grande importanza storico-artistica. Defilata dai clamori mondani, l’esclusiva terrazza all’ultimo piano del Boutique Hotel FortySeven di via Petroselli restituisce una fotografia di rara preziosità che mostra la città eterna attraverso i secoli: protagonisti la Bocca della Verità con la basilica romanica di Santa Maria in Cosmedin (con il suo campanile, luogo di culto celebrato in molte pellicole cinematografiche) e il Foro Boario con il tempio dalla singolare forma circolare di Ercole Vincitore, mentre sullo sfondo ecco il Circo Massimo, cui si unisce il Fiume Tevere che scorre lento e il colle Aventino.

Luca Nicolotti, imprenditore romano e proprietario dell’hotel, ha plasmato ciascun ambiente con un particolare senso estetico, impreziosendo le camere e gli spazi comuni con oggetti di design e di arredo, risultato della sua sconfinata passione per il collezionismo, che lo ha portato a viaggiare in tutto il mondo alla ricerca di pezzi unici.

Sulla sommità della struttura, Nicolotti ha inoltre realizzato un giardino di campagna, tra ulivi e Macchia mediterranea per accogliere la cucina, realizzando un sogno condiviso con i romani e un messaggio seducente per i turisti d’oltreoceano, facendo nascere un affetto particolare da parte del pubblico americano. In questo raffinato dehors sospeso sulla città, a dare anima e sostanza al sentimento del bien vivre, si esprime la cucina di Antonio Gentile, resident chef di origine campana, al 47 Circus da circa due anni, che, con sapiente talento, sa trattare le materie prime riuscendo sempre a entusiasmare gli ospiti.

Aperto 365 giorni l’anno, il Roof Garden del Boutique Hotel FortySeven nell’ultimo periodo ha rafforzato il legame con Roma, conquistando con la sua ariosa terrazza, dove salire per un aperitivo glamour, per una romantica cena accarezzati dal Ponentino o per un pranzo con vista sullo skyline della città, piacevolmente ombreggiati da ampi ombrelloni e riparati dai frangivento che percorrono il perimetro dell’ultimo piano.

Aperto per aperitivo e cena tutti i giorni dalle ore 18 (mente il pranzo è servito solo di venerdì, sabato e domenica), con musica soft d’atmosfera, il ristorante accoglie i clienti in un ambiente dall’eleganza italiana, con arredi essenziali ma ricercati, pensati per abitare questo tempo comodamente all’aria aperta: oltre 40 coperti con tavoli in ferro nelle tonalità del nero e del grigio antracite e con una mise en place raffinata, grazie a preziose porcellane, bicchieri in cristallo e candide tovaglie.

Arma segreta è la cucina di Antonio Gentile che mostra tutta la sua energia positiva attraverso l’amore incondizionato che nutre nei confronti della terra natia, creando un percorso gastronomico d’istintiva ispirazione partenopea tra i più interessanti del panorama capitolino. Se lo starting block della cucina è la tradizione campana, lo stile è classico, fedele alla qualità delle materie prime e alla loro stagionalità, con un occhio di riguardo all’aspetto cromatico del piatto. Tra le novità degli ultimi mesi, c’è il filo diretto che Antonio ha instaurato con il vicinissimo Mercato Campagna Amica al Circo Massimo da cui si rifornisce ogni mattina di prodotti freschissimi e delle migliori primizie del momento ai banchi di contadini e agricoltori della regione.

Il nuovo menu primaverile, in transito verso l’estate alle porte, riflette quindi l’anima del pittoresco e popolare mercato mattutino con ricette che incantano sia gli occhi che il palato, giocate su interpretazioni moderne, profonda conoscenza dei prodotti e delle tecniche. In carta, troviamo una successione di piatti di pesce e di carne, nonché alternative vegetariane all’insegna di un itinerario di gusto variegato e in continua evoluzione. Questa peculiarità viene, inoltre, enfatizzata da una cifra stilistica dello chef che è solito preferire suggestioni fresche e agrumate, amplificate spesso con altre spezie e aromi, salse e creme. Una escalation di sapori che stimola l’appetito e va oltre la codifica di dolce, salato, acido e amaro raggiungendo le “vette” dell’umami, quinto elemento del gusto percepito ad esempio attraverso il parmigiano, il pomodoro, i piselli, gli asparagi, le olive e la carne, tutti ingredienti presenti nell’attuale proposta.

A valorizzare le creazioni dello chef, ecco le candide stoviglie che sembrano quasi simulare una tela vergine sulla quale va in scena il vivace e identitario menu di Antonio. E così, i singoli ingredienti si armonizzano alla perfezione grazie al tocco “Gentile” straordinariamente attuale che arriva a generare nel commensale nuovi ricordi gastronomici toccando le corde della memoria culinaria più autentica. Tra gli antipasti troviamo il Gambero rosso marinato, pralina di melanzana affumicata, burrata e arancia, un gioco di caldo-freddo rispettivamente tra la melanzana fritta e la bisque di gamberi con estrazione a crudo, in attesa della sensazione di freschezza aggiunta dal pane all’arancia e dall’estrema morbidezza della burrata lasciata al naturale. Al posto della seppia, quest’anno lo chef ha preferito un altro mollusco, il Polpo cotto arrosto e servito con pesto di olive e prezzemolo, limone candito e crema di impepata di cozze. Si prosegue con il Battuto di pappa al pomodoro con avocado, cipolla rossa di Tropea e una cialda di olive nere di Gaeta, omaggio al Sud e alle tradizioni semplici in cui lo chef ha voluto nobilitare una ricetta di origine contadina senza stravolgerne il significato originario. Ritornano gli iconici Tortelli di genovese di manzo, finocchi e provolone del monaco, uno dei piatti che più rappresenta la cucina di Antonio. Altro piatto immancabile, lo Spaghettone al ragù di gallinella, peperoni arrosto, maggiorana e salicornia dove il mare prende piede vigorosamente grazie alla fragranza del pesce. Variante vegetariana della pasta ripiena rigorosamente fatta in casa, è il nuovo Raviolo di “finto ragù” ripieno di seitan, pomodoro e salsa al Parmigiano Reggiano. New entry ai primi è il profumatissimo Risotto, burro e alici marinate, agrumi e finocchietto che fa incontrare lo spuntino del Nord e ingredienti distintamente mediterranei e uno scivoloso quanto finissimo Tagliolino alle erbe, lupini, gambero bianco, mandorle e tartufo nero. Questa pasta è un mix di aromi come maggiorana, finocchietto e prezzemolo, colti al momento nell’orto urbano coltivato in terrazza, e viene cotta nel brodo di pollo per riequilibrare la parte sapida. Tra i secondi, best seller è la Spigola al sale, piatto classico della cucina di pesce qui servita con una pasta di sale, uova e farina che si presenta come un involucro del filetto di pesce, ed è studiata appositamente per mantenere la carne morbida e succosa. Notevole è anche la preparazione del Rombo che, una volta sfilettato, viene cotto sottovuoto con burro chiarificato e servito con una classica vignarola e un fondo di salsa alla mugnaia, grande esercizio di stile della cucina francese. Alternativa al pesce è il Filetto di manzo, lattuga alla senape e crema di topinambur mentre come piatto green c’è l’Uovo 63°, crema di piselli, menta e tartufo nero. Tra i dolci la scelta ricade tra il Tiramisù 47 “passato – presente – futuro”, il Babà con crema al rum e gelato alle more, poi l’Éclair alla nocciola, grué di cacao e cardamomo o l’apoteosi della freschezza con la Variazione di limone e zenzero che riproduce fedelmente l’agrume giallo declinandolo in lemon curd, meringa e sorbetto, una glassa esterna di burro di cacao che bilancia la spinta sapida del limone fermentato per 21 giorni sotto acqua e sale.

Oltre ai piatti alla carta, Gentile propone anche due menu degustazione: Ispirazione, con 4 portate per 65 euro, in cui affidarsi alla fantasia dello chef che compone così il percorso per l’ospite, oppure Degustazione, con 6 portate a 85 euro (bevande escluse). Come spiega Antonio, “in questi due menu, a base di prodotti di qualità e materie prime d’eccellenza, non per forza a chilometro zero, esprimo la mia visione della cucina. Non sono un estremista nei gusti, voglio solo che i miei piatti siano riconoscibili ed equilibrati. Tutti gli ingredienti che uso devono essere protagonisti per cui quando penso a un piatto voglio che ogni ingrediente ne risulti esaltato. Nella mia cucina gioco a rileggere un po’ i piatti della tradizione, soprattutto quelli che mi porto dietro dalle mie origini. Come il Tortello di genovese, dove il ragù di carne che di solito viene servito con della pasta, lo metto dentro al raviolo, servito con una crema di finocchi. Del resto, da bravo chef e in più napoletano, ho una grande passione per la pasta”.

IL COCKTAIL BAR

Immancabile è l’aperitivo al tramonto con una formula base a partire da 16 euro e composta da finger food come la Focaccia fatta in casa farcita con mortadella, il Supplì cacio e pepe e la Spugna al prezzemolo con maionese al wasabi e gambero. A questo start è possibile aggiungere altri bites espressi come i Bao ripieni di carpaccio di manzo, maionese al wasabi, rucola e lamponi, con i buns al vapore sempre di produzione propria, come anche il Prosciutto di tonno marinato con aneto e finocchietto servito con bruschetta di pane integrale e burro salato di Normandia, primissima sperimentazione nella cucina di 47 Circus di un insaccato di mare artigianale.

Il tutto da accompagnare ai vini in carta, frutto di una costante ricerca di etichette, e ai cocktail signature estivi della barlady romana Beatrice Oliviero, impreziositi da salvia, timo, aneto e rosmarino del delizioso orto urbano ospitato accanto al cocktail bar della terrazza.

Va per la maggiore il Passion sour, a base di gin London Dry, uno sciroppo fatto in casa di lampone e frutto della passione, un succo di limone spremuto fresco e dell’albume, per una consistenza più soffice. È fresco e ideale per la stagione estiva”, spiega la barlady, che con la sua lista di drink ideata per i mesi più caldi ha cercato di non uscire fuori dal tema dei sapori che possano essere riconosciuti e apprezzati anche da una clientela italiana. Gli agrumi, frutti per eccellenza del nostro Mediterraneo, sono, insieme alle 53 etichette di Gin, tra dry e aromatizzati, anche italiani, i protagonisti di altri cocktail.

Tra i nuovi signature che Beatrice ha formulato c’è l’Italian Fizz, un drink profumato e dissetante consigliato anche per l’aperitivo degli stomaci più deboli, in cui racconta il gusto di un Vermouth leggermente più vanigliato rispetto al suo classico sapore amaro e corroborante, qui oltremodo addolcito da un liquore alla ciliegia mentre l’ultimo tocco è proprio una ciliegina sciroppata come garnish.

LO CHEF ANTONIO GENTILE

Antonio Gentile, appena incontrato Nicolotti, ha subito compreso e condiviso la linea da seguire: “Per me Roma è quasi una seconda patria spiega lo chef – la città dove mi sono formato e in cui, negli ultimi anni, sono cresciuto professionalmente. Quando Luca Nicolotti mi ha lanciato la sfida di dare un’anima a questa terrazza, un luogo di bellezza assoluta, un ristorante che potesse essere ricordato e cercato, mi sono sentito onorato e ho accettato immediatamente. Qui sono circondato da cose belle, emozionanti e la mia cucina ne è stata influenzata e guidata: non posso offrire nel piatto qualcosa che sia da meno della vista”, conclude Gentile.

La storia dello chef è quella di una passione vera che non conosce compromessi. Nato a Ercolano, classe ’86, dopo gli studi da perito meccanico si è trasferito nella capitale per frequentare il corso A tavola con lo chef di Antonio Sciullo.

Lo feci quasi per gioco ma è diventata la mia vita rivela Antonio – Sono rimasto con lui nella cucina di Georges per un anno e mezzo, prima di arrivare al Faro di Capo d’Orso con lo chef Pierfranco Ferrara, una stella Michelin. Tornato a Roma, sono entrato nella cucina di Imàgo ristorante dell’Hotel Hassler, per poi scendere in costiera al ristorante Furore, del Furore Inn, con lo chef Antonio Sorrentino. Poi Londra con Heinz Beck, presso il suo ristorante Apsleys. Dopo quasi due anni, sono tornato in Italia per fare lo chef al Red Fish di Ostia, dove sono rimasto cinque anni, conquistando le due forchette del Gambero Rosso. Un periodo intenso, di crescita, dove mi sono confrontato con me stesso sul tipo di cucina che volessi esprimere. Infine è arrivata la chiamata di Nicolotti al 47 Circus e l’inizio della parte più sensazionale della mia vita”, rivela lo chef.

La cucina di Antonio Gentile propone piatti che celebrano il Mediterraneo, apparentemente semplici ma in realtà molto concettuali e realizzati con una grande tecnica, mantenendo i sapori riconoscibili. Ogni singola preparazione viene concertata dallo chef con il suo secondo Daniele Bonanni, anche lui di scuola “beckiana”, mentre ai dolci e alla panificazione c’è Luca Venanzi, giovane talento che ha già lavorato al fianco di Antonio in una precedente esperienza.

Il 47 Circus oggi è il risultato di un lungo percorso iniziato anni fa – spiega Luca Nicolotti – La ristorazione unisce la maestria di Antonio, originario di Napoli e grande chef di pesce, alla grande competenza del nostro chef consulente Gabriele Enrico, che ha reso la cucina riconoscibile per una clientela internazionale, grazie alla sua grande esperienza accanto ad Alain Ducasse e a Gualtiero Marchesi. Ma il Circus non è solo cucina. I piatti sono coprotagonisti di un grande momento di fascinazione, spettacolo e convivialità, proprio come ricorda il nome stesso del locale, termine latino ma riconoscibile in tutte le lingue del mondo. Qui al Circus l’esperienza è sinonimo di stupore, gaiezza, giovialità, nel grande viaggio tra il gusto e la storia che offre questa terrazza”, conclude Nicolotti.

Per i vini il consiglio è quello di affidarsi a Giorgio Graziani, esperto maître con importanti trascorsi all’hotel Sheraton e al Bernini Bristol, da due anni al 47 Circus. Inoltre, proprio lo scorso anno il Gambero Rosso ha assegnato al 47 Circus il premio speciale per la migliore proposta al bicchiere nella Guida I ristoranti di Roma 2021.

L’HOTEL FORTYSEVEN

Il palazzo di architettura razionalista, in passato sede di un ufficio pubblico, oggi ospita il boutique hotel fresco di una totale ristrutturazione. L’hotel fa dei servizi ludici e della ristorazione il fiore all’occhiello e vanta una sala biliardo, un’area relax con bagno turco, una palestra, una zona cinema/sala polivalente, un bar, una sala da tè e un bistrot.

Ogni piano del FortySeven ha un tema differente ed è dedicato al mondo del cinema, della moda, della fotografia, con 10 tipologie di categoria di stanze, dalla suite alla deluxe, fino alla standard. Le camere del quinto piano sono tutte con terrazza in legno ipè, arredata con salottini e piante della Macchia mediterranea, dal rosmarino all’ulivo, per rilassarsi in un inebriante salone a cielo aperto con una impareggiabile vista sui templi della Roma antica, sulla basilica di Santa Maria in Cosmedin e sul Campidoglio. Al quarto piano, si trovano le camere dedicate ai grandi maestri della fotografia, come Helmut Newton, Elliott Erwitt e Luca Campigotto.

Il terzo piano è in onore alle icone degli anni ’60, che hanno avuto un forte legame con Roma e che sono ricordate da ritagli di giornali, ma anche da oggetti personali, foto di scena e scatti d’autore: da Muhammad Ali, che brillò alle Olimpiadi di Roma, a Pelè, emblema del calcio, del quale è presente e incorniciata in una teca una maglia indossata in una partita (solo lui fermò una grandissima Italia ai Mondiali del Messico nel 1970). Ma ci sono anche stanze che omaggiano Clint Eastwood, Audrey Hepburn, Marcello Mastroianni, Dustin Hoffman con “Il laureato” e il seguitissimo allunaggio del 1969. Particolare curioso è che, in ogni stanza – dietro a delle teche – si trovano i modellini di automobili legati ad alcune di queste star, come la Citröen DS 19 che usava Audrey Hepburn a Roma o la Aston Martin di James Bond (riprodotta con i mattoncini Lego), che si trova nella camera dedicata a Sean Connery, il primo a interpretare il ruolo dell’Agente 007. O, ancora, l’Alfa Romeo Dino per “Il laureato”, la Ford Gran Torino per Clint Eastwood e la Ferrari 512 BB dedicata a Brigitte Bardot.

Il secondo piano, invece, è un microcosmo legato alla moda e ai suoi grandi nomi, da Versace a Karl Lagerfeld fino a Chanel, e presto arriveranno anche le stanze intitolate ad Armani, a Valentino e a Gianfranco Ferrè.

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