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Il percorso di teatro contemporaneo del Teatro Verdi di Pordenone, “Nuove Scritture”, ospita martedì 22 novembre alle 20.30 uno degli spettacoli più attesi della sezione che la consulente artistica prosa Claudia Cannella ha inserito quest’anno quale spazio dove attivare la curiosità dello spettatore verso formati e temi del presente. Di scena l’applaudito “Dentro. Una storia vera, se volete” di e con Giuliana Musso, sul palcoscenico con Maris Ariis.

Giuliana Musso è tra le autrici-performer più intense della scena italiana, tra le maggiori esponenti del teatro di narrazione e d’indagine, una “narratrice d’inchiesta”, meticolosa e analitica nella raccolta dei materiali d’indagine, che poi trasforma in drammaturgie polifoniche empaticamente mimetiche, capaci di catturare l’attenzione viva, spesso commossa, del pubblico. Artista dalla forte consapevolezza civile, affronta in questo spettacolo – coprodotto da La Corte Ospitale di Rubiera e Operaestate festival per La Biennale Teatro – un tema difficile da raccontare e da ascoltare: quello di un abuso intrafamiliare e della sua censura.

E lo fa partendo dal suo incontro con una donna e con la sua storia segreta. Una madre che scopre la peggiore delle verità. Una figlia che odia la madre. Un padre innocente fino a prova contraria. E una platea di terapeuti, consulenti, educatori, medici, assistenti sociali, avvocati che non vogliono sapere la verità.

È la storia di una verità chiusa dentro ai corpi e che lotta per uscire allo scoperto. Un’esperienza difficile da ascoltare. Un lavoro non solo sulla violenza ma sull’occultamento della violenza. Un omaggio teatrale alla verità dei figli: “In tutte le vicende di abuso sui minori, che io ho conosciuto per voce delle vittime, nessun colpevole è mai stato condannato”, spiega l’autrice e interprete. “La violenza sessuale è un segreto che permane tutta una vita dentro alle case, dentro agli studi dei medici, degli psicoterapeuti o degli avvocati, in quelle dimensioni private in cui le vittime possono restare confinate senza venire riconosciute. I fini compassionevoli del segreto quasi sempre si fondono con quelli vergognosi della censura e con quelli inconsci del tabù”.

Lo spettacolo di Giuliana Musso viene rappresentato in questa data anche come dedica in vista della “Giornata Mondiale Contro la violenza sulle donne”, che ricorre il prossimo 23 novembre e a cui il Teatro Verdi annualmente rende omaggio con uno specifico progetto artistico per non dimenticare mai l’impegno che anche la cultura deve riservare a un tema così importante e rilevante nelle nostre società.

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